Archivi mensili:Febbraio 2022

Biglietti dei siti culturali e concessionario dei servizi museali: il danno erariale va davanti alla Corte dei conti (Cass. Sez. Unite, n. 5978/2022)

Gli elementi sufficienti perché un soggetto rivesta la qualifica di agente contabile, ai fini della giurisdizione della Corte dei conti in materia di responsabilità contabile, sono soltanto il carattere pubblico dell’ente per cui agisce e del denaro o del bene oggetto della sua gestione, restando irrilevante il titolo giuridico della gestione, concessione amministrativa o contratto. Ne discende che il concessionario dei servizi museali aggiuntivi, tenuto a riversare all’amministrazione i proventi della biglietteria, è soggetto alla giurisdizione contabile per il danno erariale da mancato versamento, indipendentemente dalle modalità di affidamento della gestione.

Opposizione all’esecuzione e titolo esecutivo giudiziale: la Cassazione può sindacare l’interpretazione del giudicato (Cass. Sez. Unite, n. 5633/2022)

Quando nel giudizio di opposizione all’esecuzione si denuncia la violazione dell’art. 2909 cod. civ. in relazione al titolo esecutivo giudiziale costituito da una sentenza passata in giudicato, la Corte di cassazione ha il potere-dovere di interpretare direttamente il titolo, se il giudicato fornisce il diritto sostanziale applicabile per accertare il diritto a procedere a esecuzione forzata o la legittimità degli atti esecutivi. Ne discende che il ricorrente, a pena di inammissibilità, deve indicare specificamente il precetto sostanziale violato e la sua collocazione nel giudicato, nonché gli eventuali elementi extratestuali rilevanti per la sua interpretazione.

Eccezioni di nullità sollevate in ritardo: il giudice può penalizzare la parte scorretta sulle spese di lite (Cass. Sez. Unite, n. 5624/2022)

Quando un’eccezione di nullità rilevabile d’ufficio, non soggetta ai termini di cui agli artt. 156 e 157 cod. proc. civ., viene proposta tardivamente, anche per la prima volta in comparsa conclusionale o in appello, il giudice può valutare, alla luce delle circostanze del caso, se tale comportamento sia contrario al dovere di lealtà e probità processuale previsto dall’art. 88 cod. proc. civ. Ne discende che, trattandosi di una condotta idonea a pregiudicare il diritto fondamentale della parte alla ragionevole durata del processo ex art. 111 Cost., il giudice può tenerne conto, ai sensi dell’art. 92, primo comma, ultima parte, cod. proc. civ., nella regolamentazione delle spese di lite.

Rifiuti urbani e revisione delle tariffe: se la P.A. mantiene un potere discrezionale decide il giudice amministrativo (Cass. Sez. Unite, n. 5386/2022)

La giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo sulle controversie relative alla clausola di revisione del prezzo nei contratti di durata, prevista dall’art. 133, primo comma, lettera e), numero 2, cod. proc. amm., opera soltanto quando il contenuto della clausola lasci in capo alla pubblica amministrazione un margine di valutazione discrezionale nel disporre la revisione. Ne discende che, ove la clausola individui invece puntualmente un obbligo della parte pubblica, la pretesa del contraente privato ha natura di diritto soggettivo di adempimento contrattuale e spetta alla giurisdizione ordinaria, mentre resta amministrativa quando residua un simile margine di discrezionalità.

Gara Consip e segnalazione all’Antitrust: la stazione appaltante resta libera di scegliere come muoversi (Cass. Sez. Unite, n. 5365/2022)

A fronte della segnalazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato di una possibile intesa restrittiva tra i partecipanti a una gara pubblica, la stazione appaltante conserva un margine di discrezionalità nella scelta delle misure da adottare, non essendo tenuta a limitarsi alla sospensione dell’aggiudicazione in attesa della decisione dell’Autorità. Ne discende che il giudice amministrativo eccede i limiti del proprio sindacato di legittimità, sconfinando nel merito dell’azione amministrativa, quando individua un’unica soluzione imposta all’amministrazione, condizionando l’esito della procedura di gara alla determinazione dell’Autorità garante.

Voto telematico nei consorzi di bonifica: la tutela del diritto di elettorato resta al giudice ordinario (Cass. Sez. Unite, n. 5209/2022)

La domanda con cui il consorziato chiede che sia accertato il proprio diritto di esprimere il voto in forma telematica nelle elezioni per il rinnovo delle cariche consortili, previsto dallo statuto, ha ad oggetto non la legittimità delle delibere sulle operazioni elettorali, ma la consistenza del diritto soggettivo di elettorato attivo, quale diritto politico fondamentale. Ne discende che la giurisdizione spetta al giudice ordinario, giudice naturale dei diritti fondamentali, non rilevando la riserva di giurisdizione amministrativa sulle operazioni elettorali, riferita alle sole posizioni di interesse legittimo.

Locazione passiva di un immobile comunale: anche con una gara informale decide il giudice ordinario (Cass. Sez. Unite, n. 5051/2022)

La pubblica amministrazione che reperisce in locazione passiva un immobile da destinare alla propria attività istituzionale agisce secondo le regole del diritto privato, anche quando indice, solo facoltativamente, una ricerca di mercato per selezionare l’immobile più idoneo. Ne discende che le controversie relative a tale attività, non riconducibile all’esercizio di un potere autoritativo né a una procedura di evidenza pubblica in senso proprio, riguardano posizioni di diritto soggettivo e appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, davanti al quale va rimessa la causa.

Pegno escusso nel periodo sospetto: il pagamento alla banca è sempre revocabile (Cass. Sez. Unite, n. 5049/2022)

Il pagamento eseguito dal debitore, successivamente fallito, nel periodo sospetto di cui all’art. 67, secondo comma, della legge fallimentare, con consapevolezza dello stato d’insolvenza da parte del creditore, è sempre revocabile, anche se avviene in adempimento di un credito assistito da garanzia reale e anche se l’importo deriva dalla vendita del bene oggetto di pegno. La revoca non priva il creditore della posizione di prelazione consolidata: questi può insinuarsi al passivo in via privilegiata.

Distanziamento anti-Covid nei centri di accoglienza: il diritto alla salute dei migranti va davanti al giudice ordinario (Cass. Sez. Unite, n. 4873/2022)

Il diritto al distanziamento sociale nei centri di accoglienza straordinaria per richiedenti asilo, quale declinazione del diritto fondamentale alla salute ex art. 32 Cost., risulta integralmente conformato dalla disciplina emergenziale anti-Covid, che non lascia alcun margine di discrezionalità all’amministrazione e al gestore del centro nell’attuarlo. Ne discende che la posizione degli ospiti ha consistenza di diritto soggettivo a nucleo rigido, non suscettibile di affievolimento per effetto dell’esercizio di un potere amministrativo, sicché la relativa tutela, anche urgente, spetta alla giurisdizione del giudice ordinario e non a quella del giudice amministrativo.

Dipendente pubblico, doppio processo per gli stessi fatti: il rimborso dei compensi resta al giudice amministrativo (Cass. Sez. Unite, n. 4871/2022)

L’azione di responsabilità per danno erariale esercitata dal pubblico ministero contabile ai sensi dell’art. 53, commi 7 e 7-bis, del d.lgs. n. 165 del 2001, resta autonoma rispetto all’azione, anche riconvenzionale, che la singola amministrazione promuove per il recupero dei compensi percepiti dal dipendente per incarichi non autorizzati. Ne discende che la domanda riconvenzionale di rimborso, proposta dall’amministrazione nel giudizio instaurato dal dipendente per il riconoscimento del trattamento economico, resta soggetta alla giurisdizione dello stesso giudice adito per la domanda principale, e non è attratta dal parallelo giudizio contabile pendente sugli stessi fatti.