Archivi mensili:Luglio 2026

Immobili occupati per la Ferrovia Circumetnea: per restituzione e risarcimento si parte dall’ottemperanza (Cass. Sez. Unite, n. 24109/2026)

L’accertamento compiuto, tra le stesse parti e sul medesimo rapporto giuridico, con sentenza passata in giudicato su un punto fondamentale comune ad entrambe le cause forma la premessa logica indispensabile del dispositivo e preclude il riesame dello stesso punto di diritto anche se il successivo giudizio abbia finalità diverse. Non eccede i limiti della giurisdizione – e non integra un error in iudicando sindacabile in cassazione – il giudice che si limiti a una ricognizione delle statuizioni nel tempo formatesi, rispettando la regola del giudicato; il superamento di tale limite rileva solo ove il giudice sconfini nella sfera legislativa, applicando una norma da lui creata. Alla luce di questi principi è inammissibile il ricorso ex art. 111, comma 8, Cost. che contesti l’operato del giudice di appello come error in iudicando e in procedendo.

Acciaio danneggiato in trasporto, consegna a Venezia: la vertenza resta al giudice italiano (Cass. Sez. Unite, n. 24127/2026)

Nelle vendite internazionali di beni il luogo pattuito per la consegna determina la giurisdizione: ai sensi dell’art. 7, par. 1, lett. b), del Reg. UE n. 1215/2012 la controversia per inadempimento spetta al giudice del luogo in cui i beni erano o dovevano essere consegnati, e la clausola Incoterms ex works (EXW) disciplina non solo il trasferimento del rischio ma anche il luogo di consegna, e quindi la giurisdizione, salvo che dal contratto non risultino elementi diversi. Stabilito che le parti avevano individuato il luogo di consegna in Venezia, il potere di decidere la vertenza spetta all’autorità giurisdizionale italiana.

Immobile del Demanio e acquisto ex legge Pinto: la causa passa al giudice amministrativo (Cass. Sez. Unite, n. 24018/2026)

La controversia avente ad oggetto l’applicazione dell’art. 5-bis della legge n. 212 del 2003, con la quale si chieda l’acquisizione in proprietà di porzioni di area demaniale, appartiene alla giurisdizione del giudice amministrativo. Il margine di apprezzamento riservato all’amministrazione comporta l’esercizio di poteri amministrativi e conseguente radicazione della giurisdizione del giudice amministrativo, al quale è demandato il relativo sindacato ex art. 7 cod. proc. amm.; la sentenza che abbia dichiarato la giurisdizione ordinaria va cassata con rinvio.

ICI: la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale il requisito della dimora abituale dei familiari per l’esenzione

La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 13, comma 2, del d.l. n. 201 del 2011, come modificato dall’art. 1, comma 707, lett. b), della legge n. 147 del 2013, nella parte in cui, subordinando il godimento dell’agevolazione da parte del soggetto passivo all’adibizione dell’immobile ad abitazione principale, intendendosi per tale, salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica, richiede che l’immobile costituisca dimora abituale anche dei suoi familiari. La Corte ha evidenziato che, in una prospettiva storico-normativa, sussistono continuità e rilevanti similitudini tra la disciplina dell’ICI e quella dell’IMU, entrambe riferite al presupposto del nucleo familiare. L’orientamento consolidato della Suprema Corte in tema di IMU nega l’esenzione ai coniugi che dimorassero abitualmente in abitazioni diverse, poiché la nozione di abitazione principale postula l’unicità dell’immobile e, di conseguenza, la necessità della coabitazione abituale dell’intero nucleo familiare. Su tale assetto è intervenuta la sentenza n. 209/2022 della Corte costituzionale, che ha espunto, ai fini del riconoscimento dell’esenzione IMU, il requisito della dimora abituale dei familiari, limitando il beneficio alla residenza anagrafica del contribuente.

IMU: Corte di Cassazione, Sezioni Unite, chiarisce il requisito della dimora abituale del nucleo familiare per l’esenzione

La nozione di abitazione principale, ai fini dell’esenzione dall’IMU, postula l’unicità dell’immobile e, di conseguenza, la necessità della coabitazione abituale dell’intero nucleo familiare; la mera residenza anagrafica del contribuente, senza la presenza abituale dei familiari, non è sufficiente a configurare la dimora abituale richiesta dalla normativa vigente, in quanto la disciplina dell’IMU, a differenza di quella dell’ICI, richiede la contemporanea sussistenza dei requisiti della residenza anagrafica e della dimora abituale.

Cassazione: gli avvocati GOT non sono dipendenti, ma professionisti con indennità di lavoro autonomo

Le indennità percepite dagli avvocati che svolgono le funzioni di Giudice Onorario Temporaneo (GOT) non possono essere considerate redditi da lavoro dipendente, bensì remunerazioni di prestazioni professionali svolte da soggetti che esercitano una professione, ancorché intesa in senso lato e dinamico, come tali regolate dalla norma generale di cui all’art. 10 della legge n. 576 del 1980. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con sentenza del 27 giugno 2024 (causa C-41/23), ha già stabilito che i magistrati onorari devono essere equiparati ai lavoratori aventi diritto all’assicurazione previdenziale. Il ricorso all’analogia con la disciplina del GOA è possibile in presenza di identità di ratio tra le due fattispecie, senza necessità di intervento manipolativo del testo normativo, e costituisce un’interpretazione costituzionalmente orientata, in conformità all’art. 38 della Costituzione e ai principi eurounitari.