Archivi mensili:Agosto 2022

Appalti pubblici e sindacato della Corte di giustizia: l’eccesso di potere giurisdizionale non è automatico (Cass. Sez. Unite, n. 25503/2022)

Non è configurabile un eccesso di potere giurisdizionale, sindacabile dalle Sezioni Unite per motivi inerenti alla giurisdizione, nel solo fatto che il giudice amministrativo di ultima istanza abbia interpretato le norme nazionali o dell’Unione in modo ritenuto incompatibile con la giurisprudenza della Corte di giustizia, occorrendo che si configuri un vero e proprio diniego di giustizia derivante da un radicale stravolgimento delle norme di riferimento. Ne discende che tale ipotesi resta estranea al perimetro del sindacato riservato alle Sezioni Unite, sicché il ricorso proposto per tale motivo va dichiarato inammissibile.

Concessioni su beni culturali e accordi con la Pubblica amministrazione: il contenzioso spetta al giudice amministrativo (Cass. Sez. Unite, n. 25499/2022)

Gli accordi integrativi di provvedimenti amministrativi di natura concessoria appartengono alla giurisdizione del giudice amministrativo anche dopo le modifiche apportate dalla legge 11 febbraio 2005, n. 15 all’art. 11 della legge 7 agosto 1990, n. 241, trattandosi di accordi che restano comunque espressione di un potere discrezionale della Pubblica amministrazione, assoggettati al sindacato del giudice amministrativo competente su tale potere. Ne discende che tali moduli convenzionali non godono di autonoma rilevanza rispetto al potere esercitato, il cui fondamento di giurisdizione esclusiva si individua, anche in via indiretta, nell’esercizio del potere pubblico.

Indennità di esproprio per un’opera di bonifica: la domanda può rivolgersi anche a chi ha agito come delegato o promotore (Cass. Sez. Unite, n. 25294/2022)

Nelle controversie per la determinazione dell’indennità definitiva di esproprio, sono dotati di legittimazione passiva non solo il beneficiario dell’espropriazione, ma anche i soggetti che abbiano assunto, con atti di rilevanza esterna, il ruolo di autorità espropriante, di promotore dell’espropriazione o di delegato all’esercizio di poteri ablativi. Ne discende che erra il giudice che dichiari il difetto di legittimazione passiva di tali soggetti per il solo fatto di non coincidere con il beneficiario diretto dell’indennità, dovendosi invece accertare in concreto, caso per caso, il ruolo effettivamente svolto da ciascuno nel procedimento espropriativo.

Recupero di quote della liquidazione da parte dell’INPS verso un ex dipendente: la causa resta al giudice del lavoro (Cass. Sez. Unite, n. 24028/2022)

Rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, ex art. 63, primo comma, del d.lgs. n. 165 del 2001, la controversia con cui si contesti il diritto dell’ente datore di lavoro pubblico di recuperare somme già corrisposte quale indennità di fine rapporto, anche quando la pretesa si fondi sull’interpretazione di un giudicato amministrativo intervenuto tra le parti su presupposti regolamentari. Ne discende che la cognizione su tale giudicato, se evocato come mero presupposto dell’accertamento del diritto all’indennità, non sposta la giurisdizione al giudice amministrativo, trattandosi pur sempre di controversia sulle indennità di fine rapporto comunque denominate.