Archivi mensili:Luglio 2022

Avvocato che trattiene somme del cliente: l’illecito disciplinare è permanente, prescrizione dal primo grado (Cass. Sez. Unite, n. 23239/2022)

La condotta del legale che si appropri e omette di restituire al cliente la somma versata in deposito fiduciario configura un illecito disciplinare permanente, in applicazione analogica dell’art. 158 cod. pen. per la decorrenza della prescrizione. Ne discende che, in difetto della restituzione della somma, il termine prescrizionale non può considerarsi pendente senza limiti, dovendosi individuare un momento alternativo di cessazione della permanenza nella decisione disciplinare di primo grado, onde evitare un’imprescrittibilità dell’illecito non prevista dalla legge.

Comunità Montana e Regione in giudizio per il taglio dei boschi: la domanda di manleva resta al giudice ordinario (Cass. Sez. Unite, n. 23053/2022)

La domanda di manleva proposta da una Comunità Montana, convenuta per il pagamento del ricavato del taglio dei boschi nella gestione dei patrimoni agro-silvo-pastorali, nei confronti della Regione tenuta a finanziare la copertura dei debiti delle comunità montane, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, poiché estraneo al fatto costitutivo dell’obbligo regionale di manleva è qualunque apprezzamento discrezionale su poteri autoritativi. Ne discende che tale domanda, quale garanzia impropria riflesso della domanda principale di pagamento, condivide con questa il radicamento nella giurisdizione ordinaria non per connessione, ma per comunanza del petitum sostanziale.

Anzianità dei docenti di religione: il servizio preruolo conta anche nel passaggio alla scuola secondaria (Cass. Sez. Unite, n. 22726/2022)

Ai fini della determinazione dell’anzianità di servizio del docente di materie curricolari da computare all’atto dell’immissione in ruolo, anche nel passaggio dalla scuola materna alla secondaria, deve essere considerato il servizio non di ruolo prestato prima dell’immissione. Ne discende che l’art. 485 del d.lgs. n. 297 del 1994 va disapplicato quando l’anzianità che ne risulta sia inferiore a quella riconoscibile al docente comparabile assunto ab origine a tempo indeterminato: lo stesso criterio si applica agli insegnanti di religione per il servizio svolto nella scuola materna.

Candidato idoneo scavalcato da un nuovo concorso: la lite sullo scorrimento è del giudice amministrativo (Cass. Sez. Unite, n. 22566/2022)

Nelle controversie relative al pubblico impiego privatizzato, la domanda del candidato collocato in posizione utile in una graduatoria concorsuale, diretta a ottenere lo scorrimento della stessa per la copertura di posti vacanti, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario quando il diritto all’assunzione sia fatto valere fuori dalla procedura concorsuale. Ne discende invece che, quando la medesima pretesa sia consequenziale alla contestazione della scelta dell’amministrazione di indire un nuovo concorso piuttosto che avvalersi dello scorrimento, la controversia investe l’esercizio del potere amministrativo e va tutelata dinanzi al giudice amministrativo.

Richiamo verbale all’avvocato nella fase preliminare del procedimento disciplinare: il Consiglio dell’Ordine può impugnarlo (Cass. Sez. Unite, n. 22426/2022)

Il provvedimento di applicazione del richiamo verbale, che non ha carattere di sanzione disciplinare ed è riservato alle infrazioni lievi e scusabili, è impugnabile dinanzi al Consiglio nazionale forense anche quando sia adottato dal Consiglio distrettuale di disciplina nella fase preliminare del procedimento, e non solo in quella decisoria, contrassegnata da maggiore discrezionalità. Ne consegue che il Consiglio dell’ordine presso cui è iscritto il professionista segnalato ha legittimazione a ricorrere contro ogni decisione del Consiglio distrettuale, compresa quella adottata nella fase preliminare.

Bando di concorso che richiede l’interpretazione del contratto collettivo: decide comunque il giudice amministrativo (Cass. Sez. Unite, n. 22206/2022)

Quando l’impugnazione di un bando di concorso richiede, in via pregiudiziale, l’interpretazione di una clausola della contrattazione collettiva del comparto, tale operazione resta di competenza del giudice amministrativo investito della controversia principale, secondo la procedura incidentale dell’art. 8 del d.lgs. n. 104 del 2010, e non comporta la devoluzione al giudice civile secondo il meccanismo dell’art. 64 del d.lgs. n. 165 del 2001, riservato al giudizio ordinario di primo grado. Ne discende che il giudice amministrativo, anche in appello, risolve autonomamente la questione interpretativa.

Confisca per equivalente: a stipendi e pensioni valgono i limiti di impignorabilità dell’art. 545 c.p.c. (Cass. Sez. Unite, n. 26252/2022)

I limiti di impignorabilità delle somme spettanti a titolo di stipendio, salario, indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego e di pensione, previsti dall’art. 545 cod. proc. civ., si applicano anche alla confisca per equivalente e al sequestro ad essa finalizzato. Esclusa quindi la possibilità che la natura di pretesa patrimoniale del profitto eluda le tutele che l’ordinamento riconnette alla capacità di sopravvivenza del debitore e del suo nucleo familiare, purché le somme abbiano la natura qualificata che la norma richiede.

Diritti televisivi violati online da piattaforma estera: la giurisdizione italiana si fonda sul luogo del danno (Cass. Sez. Unite, n. 21351/2022)

In tema di responsabilità extracontrattuale per violazione di diritti d’autore commessa tramite una piattaforma internet gestita da una società straniera, la giurisdizione del giudice italiano si determina, ai sensi dell’art. 5, n. 3, della Convenzione di Bruxelles del 1968, in base al luogo in cui si è prodotto il danno iniziale, individuato in quello ove si trova il centro degli interessi del danneggiato, senza che rilevi in via esclusiva il luogo in cui sono collocati i server. Ne discende che, se l’attività di hosting provider attivo ha prodotto effetti pregiudizievoli verso un soggetto con sede in Italia, la giurisdizione appartiene al giudice italiano.

Conflitto di giurisdizione sollevato dal giudice delegato del Tribunale delle acque: è inammissibile (Cass. Sez. Unite, n. 21350/2022)

Nel giudizio davanti al Tribunale superiore delle acque pubbliche, il giudice delegato all’istruzione, investito della causa dopo la declaratoria di difetto di giurisdizione di altro giudice, può sollevare la questione di giurisdizione dinanzi a queste Sezioni Unite solo entro la prima udienza, ma non può sostituirsi al collegio nell’esercizio di tale potere, riservato all’organo giurisdizionale in composizione collegiale. Ne discende che, se il giudice delegato rimette la decisione senza avere prima sollecitato la pronuncia collegiale, il conflitto da lui sollevato è inammissibile.

Canone della concessione demaniale reso troppo oneroso: a decidere è il giudice ordinario (Cass. Sez. Unite, n. 21139/2022)

Quando il gestore di una concessione demaniale chiede l’adeguamento del canone contrattuale per la sopravvenuta eccessiva onerosità della propria prestazione, la controversia non investe l’esercizio di poteri discrezionali della pubblica amministrazione concedente, ma l’accertamento di un diritto fondato sulle regole del codice civile, con l’equità e la buona fede chiamate a ripristinare la proporzione tra le prestazioni originarie. Ne discende che la giurisdizione appartiene al giudice ordinario, non versandosi in un’ipotesi di sindacato sul potere amministrativo.