Archivi mensili:Luglio 2023

Sospensione condizionale: il termine per adempiere segue la prescrizione (Cass. Sez. Unite, n. 32939/2023)

Qualora il giudice non fissi espressamente il termine per l’adempimento dell’obbligo risarcitorio ai sensi dell’art. 165, secondo comma, cod. pen., lo stesso coincide con la scadenza dei termini di cui all’art. 163 cod. pen., di cinque o due anni secondo il reato. Ne discende che è illegittima la revoca del beneficio disposta prima della scadenza di tale termine, il quale decorre dal passaggio in giudicato della pronuncia di condanna e non si esaurisce con il maturarsi del giudicato sostanziale.

Recidiva reiterata senza recidiva semplice: basta la pericolosità provata (Cass. Sez. Unite, n. 32318/2023)

Ai fini del riconoscimento della recidiva reiterata è sufficiente che, al momento della consumazione del reato, l’imputato risulti gravato da più sentenze definitive per reati precedentemente commessi ed espressivi di una maggiore pericolosità sociale, oggetto di specifica ed adeguata motivazione, senza la necessità di una previa dichiarazione di recidiva semplice. Ne consegue che l’esclusione della causa di non punibilità della tenuità del fatto, di cui all’art. 131-bis cod. pen., può essere desunta implicitamente dalla complessiva struttura argomentativa della sentenza impugnata.

Pene da cumulo e reato ostativo: conta la pena originaria, non quella ridotta (Cass. Sez. Unite, n. 30753/2023)

Quando l’unificazione di pene concorrenti ha richiesto l’applicazione del criterio moderatore di cui all’art. 78 cod. pen. per il superamento della soglia massima di anni trenta di reclusione e comprende una condanna per reato ostativo ai benefici penitenziari, lo scioglimento del cumulo ai fini della concessione dei benefici va effettuato avendo riguardo alla pena relativa al reato ostativo nella sua entità originaria. Ne discende che la percentuale di riduzione si ripartisce su tutte le condanne e che la pena del reato ostativo è imputata per prima fra quelle espiate.