Archivi mensili:Novembre 2021

Contro la Corte dei conti non si fa terza istanza: l’inerzia del pubblico ministero non è diniego di giurisdizione (Cass. Sez. Unite, n. 37552/2021)

Il ricorso per cassazione contro le decisioni della Corte dei conti è ammissibile soltanto per motivi inerenti alla giurisdizione, ai sensi dell’art. 111, ottavo comma, della Costituzione, dell’art. 362, primo comma, cod. proc. civ. e dell’art. 207 del d.lgs. n. 174 del 2016, e il controllo investe i soli limiti esterni della giurisdizione erariale, non gli errori in iudicando o in procedendo. Il rifiuto o il diniego di giurisdizione attiene alla statuizione del giudice speciale e non all’inattività del pubblico ministero contabile o dell’amministrazione danneggiata, privi di potestà giurisdizionale, di talché l’impugnazione non può prestarsi a diventare una terza istanza.

Avvocati, illeciti non elencati nel codice deontologico: sono ugualmente sanzionabili, dagli assegni senza copertura in poi (Cass. Sez. Unite, n. 37550/2021)

Il principio di stretta tipicità dell’illecito, proprio del diritto penale, non trova applicazione nei procedimenti disciplinari forensi, dove l’art. 9 del codice deontologico, sostenuto dall’art. 3, comma 3, della legge n. 247 del 2012, opera come norma di chiusura e consente di contestare anche condotte non tipizzate, quando per modalità e gravità siano idonee a compromettere il rapporto di fiducia con il difensore, come l’emissione di assegni privi di copertura. In tema di prescrizione, ai fatti anteriori all’entrata in vigore della legge n. 247 del 2012 si applica il regime previgente, di cinque anni, aumentabile della metà in presenza di atti interruttivi.

Danno da acqua non potabile: la pretesa verso il gestore resta al giudice ordinario, come la manleva verso la Regione (Cass. Sez. Unite, n. 36897/2021)

La programmazione pubblica del servizio idrico è solo il presupposto del non esatto adempimento delle obbligazioni che gravano sul gestore in forza del rapporto individuale di utenza, di talché la pretesa risarcitoria dell’utente spetta al giudice ordinario, come l’erogazione non conforme ai minimi di potabilità di cui all’art. 13 del d.lgs. n. 31 del 2001. La manleva proposta dal gestore contro l’ente pubblico è il riflesso di quella principale e ne segue la giurisdizione, non potendosi concludere diversamente per l’accessoria. Alla parte contumace vittoriosa non spettano le spese ai sensi dell’art. 91 cod. proc. civ., non avendo sostenuto alcun costo difensivo.

Sentenza decisa senza attendere i termini di replica: nulla di per sé, senza bisogno di provare il pregiudizio (Cass. Sez. Unite, n. 36596/2021)

La sentenza resa senza assegnare alle parti i termini per le comparse conclusionali e le memorie di replica, o senza attendere la loro scadenza, è nulla di per sé, perché frappone un impedimento all’esercizio del diritto di difesa, il quale nel processo deve realizzarsi in piena effettività in ogni fase e non soltanto nell’atto introduttivo. Ne discende che chi impugna la sentenza d’appello deducendo tale nullità non ha alcun onere di indicare quali argomentazioni avrebbe dovuto svolgere né di dimostrare un pregiudizio ulteriore, rilevando la violazione del contraddittorio già in sé.

Eccezione di difetto di giurisdizione non riservata in primo grado: nel processo contabile si preclude e l’appello non può riproporla (Cass. Sez. Unite, n. 36375/2021)

Il ricorso per cassazione contro le decisioni della Corte dei conti è ammissibile non solo per l’interpretazione della norma attributiva della giurisdizione, ma anche per la violazione delle regole sulla deducibilità e il rilevo del difetto di giurisdizione, ai sensi dell’art. 111, ottavo comma, della Costituzione e dell’art. 362, primo comma, cod. proc. civ. La parte che eccepisce il difetto di giurisdizione in primo grado senza farne riserva ai sensi dell’art. 340 cod. proc. civ. non può più contestarlo in appello. Resta invece estraneo al controllo delle Sezioni Unite ciò che attiene al modo di esercizio della funzione, come l’utilizzabilità delle prove, limite interno.

Contratto soggetto a legge estera, clausola d’arbitrato: la doppia firma italiana non la annulla, la causa va agli arbitri (Cass. Sez. Unite, n. 36374/2021)

Quando le parti assoggettano il contratto a una legge straniera, la validità della clausola compromissoria che deroga alla giurisdizione italiana in favore di un arbitrato estero va scrutinata alla luce di quella legge e non del diritto italiano, restando così estraneo il requisito della doppia sottoscrizione di cui all’art. 1341, secondo comma, cod. civ. La clausola che devolve la causa ad arbitri stranieri configura peraltro una questione di giurisdizione, che giustifica il regolamento preventivo ai sensi dell’art. 41 cod. proc. civ., a condizione che sia eccepita nel primo atto difensivo.

Danno per una norma fiscale discriminatoria: risarcimento dallo Stato, ma davanti al giudice ordinario (Cass. Sez. Unite, n. 36373/2021)

La domanda di risarcimento del danno che lamenti l’esercizio asseritamente illegittimo della potestà legislativa in materia fiscale non integra un difetto assoluto di giurisdizione, poiché una siffatta pretesa rientra per definizione nella materia dei diritti soggettivi e non invade poteri riservati ad altri organi dello Stato. Ne discende che, ove non sia in discussione il tributo in sé e il bene della vita dedotto sia il danno discendente dalla predisposizione o dalla mancata rimozione della norma, la causa appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, quale giudice naturale dei diritti fondamentali, e non a quella del giudice tributario.

Volo decolato e atterrato solo all’estero: per il rimborso non si può agire davanti al giudice italiano (Cass. Sez. Unite, n. 36371/2021)

Nei rapporti di trasporto aereo aventi ad oggetto un convenuto non domiciliato nello Stato membro, la giurisdizione si determina ai sensi dell’art. 7, par. 1, lettera a), del Reg. UE n. 1215/2012, che radica la causa nel luogo in cui il servizio è stato prestato o avrebbe dovuto essere prestato, e, per il residuo, in forza dell’art. 3, secondo comma, l. n. 218 del 1995, che rinvia ai criteri della Convenzione di Bruxelles. Ne discende che, ove né il luogo di partenza né quello di arrivo del volo ricadano nel territorio nazionale, nessun criterio di collegamento radica la vertenza in Italia, con la conseguente esclusione della giurisdizione del giudice italiano.

Fisco contrario alla transazione nel concordato: la vertenza resta davanti al giudice fallimentare (Cass. Sez. Unite, n. 35954/2021)

Le controversie aventi ad oggetto il diniego dell’amministrazione finanziaria alla proposta di transazione fiscale presentata all’interno delle procedure concorsuali appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, nella declinazione del giudice competente in materia di procedure concorsuali. Ne discende che il sub-procedimento regolato dall’art. 182-ter della legge fallimentare ha natura ancillare rispetto alla procedura principale, prevalendo su di essa la finalità concorsuale, con la conseguenza che rientra nella cognizione del tribunale fallimentare ogni questione che vi graviti intorno, comprese le manifestazioni di voto espresse dai creditori.

Prezzo da rivedere in un appalto pubblico: con una clausola precisa la causa va al giudice ordinario (Cass. Sez. Unite, n. 35952/2021)

Nelle controversie relative alla clausola di revisione del prezzo negli appalti di opere e servizi pubblici, la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell’art. 133, primo comma, lettera e), n. 2, del d.lgs. n. 104 del 2010, sussiste soltanto allorché il contenuto della clausola implichi la permanenza di una posizione di potere in capo alla pubblica amministrazione committente, con un margine di valutazione discrezionale nel disporre la revisione. Allorché, invece, la clausola individui puntualmente e compiutamente l’obbligo della parte pubblica, detta pretesa corrisponde a un diritto soggettivo dell’appaltatore, azionabile davanti al giudice ordinario.