Archivi mensili:Novembre 2022

Interesse ad agire: il giudice non può valutarlo anticipando il giudizio sul merito della causa (Cass. Sez. Unite, n. 34388/2022)

L’accertamento dell’interesse ad agire, inteso quale esigenza di provocare l’intervento degli organi giurisdizionali per la tutela di un diritto o di una situazione giuridica, deve compiersi avendo riguardo all’utilità del provvedimento richiesto rispetto alla lesione denunciata, prescindendo da ogni indagine sul merito della controversia e dal suo prevedibile esito. Ne discende che il giudice non può escludere la condizione dell’azione fondandosi sul mero tenore letterale del titolo posto a fondamento della pretesa, dovendo invece verificare la sussistenza dell’interesse in termini aderenti all’effettiva domanda di tutela proposta.

Ricorso contro le sentenze del giudice amministrativo: il sindacato della Cassazione si ferma ai limiti esterni della giurisdizione (Cass. Sez. Unite, n. 34387/2022)

Il controllo sul limite esterno della giurisdizione amministrativa, riservato alla Cassazione dall’art. 111, ottavo comma, Cost., non si estende al sindacato sulle scelte interpretative del giudice amministrativo, che restano nei limiti interni della giurisdizione anche quando sfocino in errori di diritto o di procedura, essendo l’eccesso di potere giurisdizionale configurabile solo in caso di difetto assoluto o relativo di giurisdizione. Ne discende che non sono sindacabili i semplici errores in procedendo, né è ammissibile chiedere alla Corte un principio di diritto nell’interesse della legge su materie estranee alla giurisdizione di legittimità.

Notifica della sentenza a un solo difensore su più nominati: il termine per impugnare decorre comunque (Cass. Sez. Unite, n. 34260/2022)

La notificazione della sentenza, eseguita presso il domicilio digitale di uno solo dei procuratori nominati dalla parte, è idonea a far decorrere il termine breve per l’impugnazione anche quando il mandato a più difensori abbia carattere congiunto o disgiunto. La rappresentanza tecnica esplica infatti sul lato passivo i suoi pieni effetti rispetto a ciascuno dei procuratori costituiti, mentre il carattere congiuntivo del mandato opera solo nei rapporti interni fra la parte e i difensori. Ne discende che è sufficiente, a tal fine, la comunicazione ex art. 377 cod. proc. civ. a uno solo dei procuratori, con conseguente tardività dell’impugnazione notificata oltre il termine così computato.

Decisione del giudice amministrativo siciliano contestata in Cassazione: niente terzo grado di giudizio (Cass. Sez. Unite, n. 33988/2022)

Il ricorso per cassazione avverso le decisioni del giudice amministrativo per motivi di giurisdizione consente alle Sezioni Unite di sindacare esclusivamente le norme che attengono, in modo diretto o riflesso, alla giurisdizione, e non quelle che il giudice speciale è tenuto ad applicare per risolvere la controversia rispetto alla quale è munito di giurisdizione. Ne discende che è inammissibile, anche ai sensi dell’art. 363 cod. proc. civ., la richiesta di un principio di diritto sull’interpretazione di una norma regionale applicata dal giudice amministrativo speciale, poiché tale intervento esorbiterebbe dai poteri del giudice della giurisdizione.

Revocazione della confisca: conta la prova sopravvenuta o incolpevolmente scoperta dopo (Cass. Sez. Unite, n. 43668/2022)

In tema di confisca di prevenzione è prova nuova, ai fini della revocazione ex art. 28 del d.lgs. n. 159 del 2011, sia quella sopravvenuta alla conclusione del procedimento, sia quella preesistente ma incolpevolmente scoperta dopo che la misura è divenuta definitiva. Non lo è, invece, quella deducibile ma non dedotta nel corso del procedimento, salvo che l’interessato dimostri l’impossibilità di una tempestiva deduzione per causa di forza maggiore. Il principio, ispirato alla nozione di prova nuova elaborata per la revisione, comporta il rigetto dei ricorsi.

Mutuo fondiario oltre il limite di finanziabilità della banca: il giudice non può riqualificarlo d’ufficio (Cass. Sez. Unite, n. 33719/2022)

Quando le parti abbiano inteso stipulare un mutuo fondiario corrispondente al modello legale, cioè un finanziamento a medio o lungo termine concesso da una banca e garantito da ipoteca di primo grado su immobili, e tale comune volontà non sia contestata o sia stata accertata dal giudice di merito, non è consentito al giudice riqualificare d’ufficio il contratto per neutralizzarne gli effetti legali propri del tipo negoziale prescelto. Ne discende che la riqualificazione in mutuo ordinario non è praticabile neppure in presenza di una contestazione sul superamento del limite di finanziabilità fissato dalla Banca d’Italia in attuazione dell’art. 38, secondo comma, del d.lgs. n. 385 del 1993.

Occupazione abusiva di un immobile: il danno da mancato uso va provato, non è automatico (Cass. Sez. Unite, n. 33645/2022)

In caso di occupazione senza titolo di un immobile da parte di un terzo, il fatto costitutivo del diritto del proprietario al risarcimento del danno da perdita subita non coincide con la mera violazione del diritto di proprietà, ma è costituito dalla concreta possibilità di esercizio del diritto di godimento, diretto o indiretto mediante cessione ad altri dietro corrispettivo, che sia andata perduta per effetto dell’occupazione. Ne discende che tale danno, se non provato nel suo preciso ammontare, è liquidato in via equitativa anche mediante il canone locativo di mercato, mentre il mancato guadagno richiede l’allegazione e la prova dello specifico pregiudizio subito.

Licenziamento da un ente turistico tedesco radicato in Italia: niente immunità, decide il giudice italiano (Cass. Sez. Unite, n. 33362/2022)

Nel rito disciplinato dall’art. 1, comma 48 e seguenti, della legge n. 92 del 2012, il regolamento preventivo di giurisdizione è proponibile anche durante l’opposizione all’ordinanza che ha concluso la fase sommaria, non avendo quest’ultima attitudine al giudicato sulla giurisdizione. Ne discende che, nel merito, un ente straniero costituito come associazione di diritto privato, ancorché sovvenzionato in misura maggioritaria da fondi pubblici, non gode dell’immunità dalla giurisdizione italiana per un rapporto di lavoro svolto in Italia, se le sue finalità non sono espressione di un’attività sovrana dello Stato di appartenenza.

Sanzioni Consob a una società di revisione: gli atti regolamentari si contestano al giudice ordinario (Cass. Sez. Unite, n. 33248/2022)

Le controversie sulle sanzioni amministrative irrogate dalla Consob per violazioni in materia finanziaria appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, la cui cognizione si estende anche agli atti amministrativi e regolamentari presupposti che hanno condotto al provvedimento sanzionatorio finale, costituendone la concreta e diretta ragione giustificativa e incidendo su posizioni di diritto soggettivo del destinatario. Ne discende che il giudice amministrativo non può conoscere, neppure in via incidentale, della legittimità di tali atti presupposti, in forza del principio di unità dell’agire amministrativo e di concentrazione delle tutele presso il giudice ordinario.

Vendita di vino all’estero senza clausola chiara sul foro: niente giurisdizione italiana (Cass. Sez. Unite, n. 33246/2022)

Nella vendita internazionale di beni mobili disciplinata dal Regolamento (UE) n. 1215 del 2012, la giurisdizione sulle controversie nascenti dal contratto, incluse quelle sul pagamento del prezzo, si determina in base al luogo di consegna stabilito nel contratto quadro che disciplina storicamente il rapporto tra le parti, non in base al luogo in cui la consegna sia stata di fatto eseguita. Ne discende che, in assenza di una clausola chiara che deroghi a un diverso luogo di consegna, né le clausole Incoterms riferite al prezzo né l’indicazione generica di più fori concorrenti radicano la giurisdizione italiana se il luogo contrattuale di consegna si trova in un altro Stato membro.