Archivi mensili:Giugno 2022

Esondazione causata dall’acqua rilasciata da una diga: la responsabilità del gestore è oggettiva (Cass. Sez. Unite, n. 20943/2022)

In tema di responsabilità da cosa in custodia ai sensi dell’art. 2051 cod. civ., il gestore di una diga risponde dei danni causati dal rilascio delle acque in base a un criterio di imputazione oggettivo, che prescinde dal comportamento del custode e dall’osservanza di obblighi di diligenza o di comunicazione alle autorità. Ne discende che l’esimente del caso fortuito va valutata su un piano oggettivo, verificando se il nesso causale sia stato eliso da un fattore esterno imprevedibile e inevitabile, e non accertando il rispetto degli obblighi informativi di protezione civile.

Danno erariale causato da società esterna incaricata dal commissario: a giudicare è la Corte dei conti (Cass. Sez. Unite, n. 20902/2022)

Sussiste la giurisdizione della Corte dei conti sull’azione di responsabilità per danno erariale quando un ente privato esterno all’amministrazione, incaricato tramite l’istituto dell’avvalimento di svolgere, nell’interesse di quest’ultima e con risorse pubbliche, un servizio pubblico in sua vece, si inserisca, anche solo temporaneamente, nell’apparato organizzativo pubblico. Ne discende che resta irrilevante il titolo in base al quale la gestione è svolta, risultando decisivo unicamente il fatto dello svolgimento dell’attività nell’interesse e in vece dell’amministrazione.

Transito dal ruolo militare a quello civile: la lite resta al giudice amministrativo (Cass. Sez. Unite, n. 20852/2022)

La controversia relativa al diritto del militare, dichiarato non idoneo al servizio ma idoneo al transito, di essere inquadrato nei ruoli civili dell’amministrazione appartiene alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi degli artt. 3 e 63, quarto comma, del d.lgs. n. 165 del 2001, poiché il transito costituisce un’evoluzione del rapporto di lavoro militare, e non un diritto assistenziale slegato da tale rapporto. Ne discende che la pretesa resta devoluta al giudice amministrativo fino all’effettivo inserimento nei ruoli civili, restando irrilevante la qualificazione della posizione come diritto soggettivo o interesse legittimo.

Gestione patrimoniale affidata a banca estera: la giurisdizione segue il luogo delle disposizioni di investimento (Cass. Sez. Unite, n. 20802/2022)

In tema di responsabilità della banca estera nella gestione di un portafoglio di investimenti, la giurisdizione non si determina in base al luogo di conclusione del rapporto fiduciario, ma in base al luogo in cui sono state impartite le disposizioni gestorie, quale fatto generatore del danno rilevante anche in sede extracontrattuale. Ne discende che, quando tali disposizioni risultano impartite all’estero, la giurisdizione sulla domanda risarcitoria appartiene al giudice dello Stato in cui l’attività di gestione è stata svolta, e non al giudice italiano.

Vendita internazionale franco fabbrica: la giurisdizione segue il luogo di consegna della merce (Cass. Sez. Unite, n. 20633/2022)

In tema di vendita internazionale con consegna della merce a un vettore incaricato dal compratore, la giurisdizione si determina, ai sensi dell’art. 4 del Reg. UE n. 1215 del 2012, in base al luogo di destinazione finale della spedizione, individuato in quello di consegna effettiva, e non in quello di partenza dal magazzino del venditore. Ne discende che, se tale luogo si trova in un altro Stato membro, il giudice italiano è privo di giurisdizione: la perdita della potestas iudicandi comporta la nullità del decreto monitorio opposto, che va dunque revocato.

Danno erariale per la società idrica partecipata dai Comuni: senza vero controllo analogo decide la Corte dei conti (Cass. Sez. Unite, n. 20632/2022)

La giurisdizione della Corte dei conti sull’azione di responsabilità per danno erariale nei confronti di amministratori e revisori di una società a partecipazione pubblica sussiste quando la società presenti i requisiti della società in house, tra cui il c.d. controllo analogo esercitato dagli enti pubblici socianti, non rilevando il mero dato formale dell’appartenenza del capitale sociale agli enti controllanti. Ne discende che, accertata la sussistenza di tali requisiti per una società di gestione del servizio idrico integrato partecipata dai Comuni dell’ambito, va confermata la giurisdizione contabile sul danno derivante dalla costituzione di un’ulteriore società interamente partecipata.

Richiesta di revisione dell’assegno divorzile e decesso del coniuge istante: gli eredi proseguono il giudizio (Cass. Sez. Unite, n. 20495/2022)

Nel procedimento per la revisione dell’assegno divorzile, ai sensi dell’art. 9, comma 1, della legge n. 898 del 1970, il venir meno del coniuge ricorrente nel corso del giudizio non comporta la declaratoria di improseguibilità dello stesso. Ne discende che gli eredi subentrano nella posizione del coniuge richiedente la revisione, sia al fine dell’accertamento della non debenza dell’assegno dalla domanda al decesso, sia nell’azione di ripetizione dell’indebito ex art. 2033 cod. civ. La riduzione dell’importo dell’assegno richiede comunque una motivazione specifica sull’inadeguatezza dei mezzi del beneficiario e sul contributo dato alla vita familiare.

Morte di un coniuge durante la causa sull’assegno divorzile: il giudizio prosegue contro gli eredi (Cass. Sez. Unite, n. 20494/2022)

Nel caso di pronuncia parziale di divorzio sullo status, con prosecuzione del giudizio al fine dell’attribuzione dell’assegno divorzile, il venir meno di un coniuge nel corso del medesimo non comporta la declaratoria di improseguibilità del processo. Ne discende che il giudizio può proseguire nei confronti degli eredi del coniuge deceduto, per giungere all’accertamento della debenza dell’assegno dovuto sino al momento del decesso, trattandosi di un debito già maturato che, quale obbligazione pecuniaria entrata nel patrimonio dell’avente diritto, si trasmette agli eredi del dante causa.

Credito per il conferimento di rifiuti in discarica, nato da una convenzione con il Comune: decide il giudice ordinario (Cass. Sez. Unite, n. 20464/2022)

Anche quando sorga a margine di un accordo intercorso con la pubblica amministrazione ai sensi dell’art. 11 della legge n. 241 del 1990, la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo sugli accordi tra P.A. e privati è predicabile solo quando la controversia abbia come oggetto immediato l’accordo stesso, e non quando riguardi questioni meramente patrimoniali ad esso correlate. Ne discende che la lite relativa alla sussistenza del credito fatto valere da un Comune per il corrispettivo dovuto in base a una convenzione, azionato in via monitoria, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario.

Specializzandi in medicina iscritti prima del 1982: la remunerazione europea spetta comunque dal 1983 (Cass. Sez. Unite, n. 20278/2022)

Il diritto al risarcimento del danno da inadempimento della direttiva comunitaria n. 82/76/CEE, che ha modificato le direttive n. 75/362/CEE e n. 75/363/CEE sulla formazione dei medici specialisti, spetta anche ai medici iscritti a corsi di specializzazione negli anni accademici anteriori al 1982-1983. Ne discende che la remunerazione adeguata è dovuta a partire dal 10 gennaio 1983, termine di scadenza dell’obbligo di adeguamento, e fino alla conclusione della formazione, sempre che si tratti di una specializzazione medica comune a tutti gli Stati membri, o a due o più di essi, come indicate negli artt. 5 e 7 della direttiva 75/362/CEE.