Archivi mensili:Aprile 2022

Contraffazione di un marchio UE contestata a una catena di supermercati tedesca: a decidere è il giudice italiano (Cass. Sez. Unite, n. 13702/2022)

Ai sensi dell’art. 125, par. 5, del Regolamento UE n. 2017/1001, la giurisdizione sulle domande di contraffazione di un marchio dell’Unione europea spetta anche all’autorità giudiziaria dello Stato membro in cui si è verificato o rischia di verificarsi il fatto lesivo, indipendentemente dal domicilio dei convenuti in altri Stati membri. La connessione con un’eventuale ulteriore azione fondata sul Regolamento UE n. 1215/2012 non preclude l’instaurazione di distinti giudizi dinanzi alle rispettive autorità competenti. Ne discende che la giurisdizione italiana permane anche quando pendano altrove azioni tra parti diverse.

Gara pubblica bloccata per anni dopo l’aggiudicazione provvisoria: il risarcimento per l’inerzia va al giudice ordinario (Cass. Sez. Unite, n. 13595/2022)

Quando l’impresa aggiudicataria provvisoria di un appalto pubblico lamenti non l’illegittimo esercizio del potere amministrativo, ma la violazione dei doveri di correttezza e buona fede per l’ingiustificata inerzia dell’ente appaltante nella fase intermedia tra l’aggiudicazione provvisoria e quella definitiva, la pretesa risarcitoria configura una responsabilità da contatto sociale qualificato, di natura contrattuale. Ne discende che la giurisdizione sul risarcimento del danno da lesione dell’affidamento spetta al giudice ordinario, poiché il presupposto della giurisdizione amministrativa esclusiva resta la riconducibilità della causa petendi all’esercizio del potere amministrativo.

Vendita internazionale con condizioni generali in inglese richiamate nell’ordine: la giurisdizione va al giudice pattuito nel contratto (Cass. Sez. Unite, n. 13594/2022)

La clausola di proroga della competenza giurisdizionale contenuta nelle condizioni generali di contratto, espressamente richiamate negli ordini di acquisto e accettate senza contestazioni dalla controparte, soddisfa il requisito della forma scritta previsto dall’art. 25 del Regolamento UE n. 1215/2012, anche quando tali condizioni siano redatte in lingua nota alle parti e corrente nel commercio internazionale. Ne discende che la clausola attribuisce competenza esclusiva al foro convenzionale, prevalente sul foro generale del convenuto e su quello speciale di esecuzione dell’obbligazione: va dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice italiano.

Appello notificato in ritardo dopo un primo tentativo fallito: il giudizio non può proseguire (Cass. Sez. Unite, n. 13394/2022)

Quando la notificazione dell’atto di appello non si perfeziona e la parte ne richieda la rinnovazione solo dopo un lasso di tempo non breve, senza provare circostanze eccezionali che giustifichino l’omessa tempestiva riattivazione, non si conserva l’effetto della prima richiesta di notificazione ai fini del rispetto del termine semestrale previsto dall’art. 327, primo comma, cod. proc. civ. Ne discende che l’appello tardivamente notificato va dichiarato inammissibile e che tale inammissibilità, ostando alla prosecuzione del processo, impone la cassazione senza rinvio, ai sensi dell’art. 382, terzo comma, cod. proc. civ., della sentenza di appello pronunciata nel merito.

Crediti dei risparmiatori verso società fiduciarie insolventi: anche il Ministero vigilante risponde in solido (Cass. Sez. Unite, n. 13143/2022)

La responsabilità solidale prevista dall’art. 2055, primo comma, cod. civ. richiede soltanto che il fatto dannoso sia imputabile a più soggetti, ancorché le condotte siano autonome e i titoli di responsabilità diversi, contrattuale ed extracontrattuale, perché l’unicità del fatto dannoso va riferita unicamente al danneggiato. La società fiduciaria che, divenuta insolvente, non restituisca ai mandanti il capitale malamente gestito risponde sempre a titolo risarcitorio, in concorso con l’organo di vigilanza inadempiente. Ne discende che l’ammissione al passivo interrompe la prescrizione con effetto permanente anche nei confronti di tale organo, quale coobbligato solidale ex art. 1310 cod. civ.

Termini dimezzati per l’appello sulla giurisdizione: l’errore di calcolo non è questione di giurisdizione (Cass. Sez. Unite, n. 13051/2022)

Il ricorso per cassazione contro le sentenze del Consiglio di Stato è ammissibile solo per motivi inerenti alla giurisdizione, ai sensi dell’art. 111, ottavo comma, Cost., e non copre l’interpretazione delle norme processuali interne al giudizio amministrativo, quale l’applicazione del dimezzamento dei termini previsto dall’art. 87, terzo comma, cod. proc. amm. per i giudizi camerali in appello contro le sentenze dichiarative del difetto di giurisdizione. Ne discende che l’inammissibilità dell’appello per tardiva notificazione, così dichiarata dal giudice amministrativo, resta nei limiti interni della giurisdizione e non è sindacabile in Cassazione.

Permesso di costruire revocato per un canale d’acqua pubblica: il Consiglio di Stato non sconfina nel merito (Cass. Sez. Unite, n. 12962/2022)

Il sindacato della Corte di cassazione sui motivi inerenti alla giurisdizione non si estende alla fondatezza, nel merito, delle valutazioni del giudice amministrativo: non vi è eccesso di potere giurisdizionale quando il Consiglio di Stato, nel riconoscere la natura pubblica di un corso d’acqua e la conseguente giurisdizione del Tribunale superiore delle acque pubbliche, si limiti a tale accertamento senza pronunciarsi sulla fondatezza della domanda. Ne discende che lo sconfinamento nel merito sussiste solo quando il giudice amministrativo sostituisca la propria valutazione di opportunità a quella dell’amministrazione, senza lasciare spazio a ulteriori provvedimenti di quest’ultima.

Beni confiscati alla mafia e creditori ipotecari in attesa di pagamento: decide il giudice ordinario (Cass. Sez. Unite, n. 12871/2022)

L’attività che la legge n. 228 del 2012 affida all’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati, nell’individuare i beni da destinare al pagamento dei creditori ammessi e nel formare il relativo piano, ha natura meramente ausiliaria e tecnica rispetto al giudice ordinario che ha disposto la confisca in sede di misure di prevenzione, senza implicare l’esercizio di un potere discrezionale della pubblica amministrazione. Ne discende che la posizione del creditore ammesso al pagamento ha natura di diritto soggettivo e che la relativa controversia, compreso il silenzio dell’Agenzia sull’avvio della liquidazione, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario.

Prescrizione dell’illecito disciplinare degli avvocati: vale la legge in vigore al momento del fatto (Cass. Sez. Unite, n. 12447/2022)

In tema di illecito disciplinare degli avvocati, il termine di prescrizione applicabile è quello vigente al momento della commissione del fatto, e non quello più favorevole eventualmente introdotto da una legge successiva, poiché le sanzioni disciplinari del codice deontologico forense hanno natura amministrativa e il principio di retroattività della lex mitior resta limitato alla fattispecie incriminatrice e alla pena. Ne discende che, per fatti commessi prima dell’entrata in vigore della legge n. 247 del 2012, si applica il termine quinquennale dell’art. 51 del R.D.L. n. 1578 del 1933, e non quello di sette anni e sei mesi previsto dall’art. 56 della nuova legge professionale.

Ricorso contro il Consiglio di Stato per eccesso di potere: l’errore di diritto non basta (Cass. Sez. Unite, n. 12445/2022)

L’erronea interpretazione delle norme sostanziali o processuali da parte del giudice amministrativo, che si traduca nella negazione in concreto di tutela alla situazione soggettiva azionata, non integra eccesso di potere giurisdizionale per diniego di giurisdizione, poiché l’interpretazione delle norme costituisce il proprium della funzione giurisdizionale. Ne discende che il ricorso per cassazione ex art. 111, ottavo comma, Cost. è ammissibile solo quando il giudice speciale neghi in astratto che la situazione sia tutelabile per difetto assoluto o relativo di giurisdizione, non quando si contesti un error in iudicando o in procedendo interno alla funzione giurisdizionale.