Archivi mensili:Settembre 2026

Cassazione: la Convenzione di Lugano del 2007 conferisce giurisdizione al giudice svizzero per controversie relative a forniture di beni eseguite in Svizzera

La Convenzione di Lugano del 30 ottobre 2007, in quanto richiamata dall’art. 2 della legge n. 218 del 1995, ha priorità sull’ordinamento interno e determina la competenza internazionale in favore del giudice del luogo di consegna della merce, quando il convenuto sia domiciliato in uno Stato contraente, indipendentemente dal fatto che la controversia riguardi un contratto di fornitura di beni o servizi.

Cassazione: l’azione revocatoria art. 2901 c.c. non è azione societaria

L’azione revocatoria ex art. 2901 c.c. proposta da un creditore nei confronti di un socio, volta a dichiarare l’inefficacia del conferimento di beni immobili in una società estera, non è un’azione societaria ai sensi dell’art. 24, n. 2, del Regolamento (UE) n. 1215/2012, ma un’azione di tutela del credito, la cui giurisdizione è radicata in Italia in forza dei criteri generali del forum rei (artt. 4 e 8 del medesimo Regolamento) e dell’art. 3 della legge n. 218 del 1995, non essendo il petitum volto a contestare la validità di decisioni degli organi sociali alla luce del diritto societario applicabile.

Cassazione: la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo per i danni derivanti da ritardi nella connessione alla rete elettrica

La pretesa risarcitoria fondata su ritardi e inadempimenti del gestore nella connessione di impianti fotovoltaici alla rete elettrica, nonché su anomalie della qualità della tensione di rete, ricade nell’ambito della giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ai sensi dell’art. 133, comma 1, lettere l) e o), c.p.a., in quanto i comportamenti del gestore sono da considerarsi posti in essere nell’esercizio del pubblico servizio di distribuzione dell’energia elettrica e inscindibilmente connessi a provvedimenti amministrativi e a posizioni soggettive di natura pubblicistica, come confermato dalla giurisprudenza di legittimità.

Giurisdizione italiana nell’agenzia commerciale: il criterio dell’attività svolta nel territorio nazionale

La giurisdizione del giudice italiano in materia di contratti di agenzia è fondata sul criterio dell’attività svolta dall’agente nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla nazionalità della preponente. Il giudice italiano è competente anche quando l’agente ha la propria sede in Italia e l’attività è stata esercitata in territorio nazionale, senza che tale affermazione debba essere contestata in modo specifico in sede di appello. La competenza non è esclusa dalla residenza o dalla sede della preponente in un altro Stato dell’Unione europea, né dalla natura transfrontaliera del rapporto, purché l’agente abbia svolto la propria attività professionale in Italia.

Cassazione: il diritto alla NASpI è un diritto soggettivo non degradabile ad interesse legittimo

Il diritto alla prestazione indennitaria di disoccupazione (NASpI) costituisce un diritto soggettivo non degradabile ad interesse legittimo. La natura giuridica della posizione soggettiva dell’assicurato non muta in ragione della denominazione degli atti con i quali l’ente previdenziale verifica la sussistenza dei requisiti normativi per la configurazione del diritto, né per il fatto che tali atti siano qualificati come provvedimenti amministrativi. La domanda di condanna al pagamento della prestazione è volta a far valere una posizione creditoria correlata a un diritto soggettivo previsto dalla legge, il cui riconoscimento richiede la verifica, da parte dell’ente, della sussistenza dei requisiti previsti, senza che l’ente eserciti alcuna discrezionalità che possa affievolire la natura del diritto.

Cassazione: la dichiarazione di interesse storico nazionale non può essere frustrata dall’autorizzazione paesaggistica

La dichiarazione di interesse storico nazionale di una zona monumentale, pur in seguito alla formale abrogazione del regio decreto di riferimento, conserva i propri effetti provvedimentali ai sensi dell’art. 1, co. 2, del d.P.R. n. 248/2010, traducendosi nell’obiettiva qualificazione del bene come bene di natura storico-culturale e nell’attribuzione dell’insieme delle forme di tutela previste dalla parte II del d.lgs. n. 42/2004. La possibilità di soddisfare le esigenze connesse a tale dichiarazione attraverso le valutazioni connesse all’autorizzazione paesaggistica, prevista per i beni della parte III del medesimo decreto, sostanzialmente frustre il senso della dichiarazione di monumentalità, atteso che i beni culturali e i beni paesaggistici sono assoggettati a discipline del tutto diverse, specificamente dirette a preservare i valori sottesi a ciascuna tipologia di tali beni.

Cassazione Civile: la giurisdizione del giudice amministrativo nel danno precontrattuale

La Corte di Cassazione, Sezione Unite, con sentenza n. 25318 del 15 settembre 2026, ha confermato la giurisdizione del giudice amministrativo in materia di responsabilità precontrattuale dell’ente pubblico. La Corte ha statuito che il danno precontrattuale derivante da un comportamento dell’ente pubblico contrario ai doveri di correttezza e buona fede nella fase pubblicistica della procedura di gara rientra nella cognizione del giudice amministrativo, in quanto il comportamento lesivo è direttamente connesso all’esercizio delle funzioni amministrative e alla fase di affidamento pubblico, indipendentemente dalla successiva stipulazione del contratto o dalla revoca della gara.

Cassazione: l’usucapione della servitù di elettrodotto non si acquista con il contratto di fornitura

L’usucapione del diritto di servitù di elettrodotto non può essere dedotta sulla base del contratto di somministrazione di energia elettrica, il quale non costituisce prova documentale dell’esistenza ultraventennale della servitù, ma attesta esclusivamente il rapporto contrattuale di fornitura. Il giudice ordinario è competente a decidere sulla domanda di accertamento dell’installazione abusiva di impianti e sulla relativa rimozione, non rientrando nella giurisdizione del giudice amministrativo, che non è investito di funzioni in materia di risarcimento del danno e di accertamento dell’abusività delle opere.

Cassazione Unite: l’approvazione del progetto non a ‘tal fine’ esclude la giurisdizione amministrativa

L’approvazione del progetto di opera pubblica o di pubblica utilità, ai sensi dell’art. 12, comma 1, lett. a), del D.P.R. 327/2001, produce ex lege la dichiarazione di pubblica utilità e, conseguentemente, la dichiarazione di esproprio, solo se l’approvazione è intervenuta ‘a tal fine’, ovvero con la finalità specifica di acquisire la proprietà dei beni. Se l’approvazione del progetto è avvenuta indipendentemente dalla finalità di espropriare i terreni, la pubblica amministrazione ha agito uti domina, ritenendo che le aree avessero natura demaniale, e in tal caso la controversia rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, non di quello amministrativo.