Archivi mensili:Gennaio 2022

Risarcimento per sentenze che violano il diritto UE: vale sempre il rito speciale della legge Vassalli (Cass. Sez. Unite, n. 2878/2022)

In materia di danni cagionati nell’esercizio di funzioni giudiziarie, l’azione di responsabilità fondata su una decisione di ultima istanza contrastante con il diritto dell’Unione europea, se esperita prima dell’entrata in vigore della legge n. 18 del 2015, è soggetta esclusivamente al rito speciale previsto dalla legge n. 117 del 1988 nel testo originario, senza spazio per il rito ordinario ex art. 2043 cod. civ. Ne discende che il termine decadenziale biennale di cui all’art. 4, comma 2, della legge n. 117 del 1988 non contrasta con i principi di equivalenza ed effettività della tutela unionale, né impone il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia.

Sindacati dei lavoratori italiani nelle basi NATO: il giudice italiano decide anche sulle prerogative sindacali (Cass. Sez. Unite, n. 2849/2022)

Le disposizioni della convenzione di Londra del 1951 e dell’accordo di Parigi del 1961, che regolano lo statuto del personale civile a statuto locale impiegato dalle forze armate NATO, disciplinano anche i profili di giurisdizione, sottraendo tale personale all’immunità dello Stato estero, poiché le condizioni di protezione ivi previste sono presidiate anche dalla presenza sindacale attiva nei luoghi di lavoro. Ne discende che la giurisdizione italiana si estende anche all’azione promossa dal sindacato a tutela della propria attività ex art. 28 della legge n. 300 del 1970, non potendosi distinguere, a tal fine, tra tutela dei diritti individuali e tutela delle prerogative collettive.

Confisca per pericolosità generica: il rimedio contro il decreto definitivo è la revocazione (Cass. Sez. Unite, n. 3513/2022)

Con la sentenza n. 24 del 2019 la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 16 del d.lgs. n. 159 del 2011 in relazione all’ipotesi di pericolosità generica di cui all’art. 1, comma 1, lett. a). Il rimedio per far valere gli effetti di quella declaratoria è la revocazione ex art. 28 dello stesso decreto, e non l’incidente di esecuzione. Investita del ricorso, la Corte annulla senza rinvio la sola misura fondata in via esclusiva sulla lett. a); ove il provvedimento faccia leva cumulativamente anche sulla lett. b), l’annullamento va disposto con rinvio.

Citazione nulla e contumacia: in appello la rimessione in termini non è automatica (Cass. Sez. Unite, n. 2258/2022)

Quando il convenuto, rimasto contumace in primo grado, deduca come motivo di appello la nullità della citazione per vizi della vocatio in ius, non rilevata d’ufficio ex art. 164 cod. proc. civ., il giudice d’appello, non potendo disporre la rimessione al primo giudice, deve ordinare la rinnovazione degli atti compiuti in primo grado. Ne discende che il contumace può essere rimesso in termini per le attività ormai precluse, ex art. 294 cod. proc. civ., solo se dimostra che la nullità gli ha impedito di avere conoscenza del processo, mentre la mera inosservanza dei termini a comparire non la esclude di regola.

Decisione extra petita del Consiglio di Stato: non è motivo di ricorso per cassazione sulla giurisdizione (Cass. Sez. Unite, n. 1996/2022)

Il sindacato delle Sezioni Unite per motivi di giurisdizione, ex art. 111, ottavo comma, Cost., è circoscritto alle ipotesi di difetto assoluto o relativo di giurisdizione e non si estende al controllo di sentenze del giudice amministrativo censurate come abnormi per essersi pronunciate oltre i limiti della domanda, trattandosi di un errore nella conduzione del processo confinato entro i limiti interni della giurisdizione amministrativa. Ne discende che il mancato rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia UE da parte del giudice amministrativo di ultima istanza non è sindacabile in sede di ricorso per motivi di giurisdizione.

Piano di classifica dei consorzi di bonifica: se si contesta il potere dell’organo, decide il giudice amministrativo (Cass. Sez. Unite, n. 1995/2022)

In tema di contributi di bonifica, la giurisdizione delle commissioni tributarie, ex art. 2 del d.lgs. n. 546 del 1992, si estende a ogni questione sull’an o sul quantum del tributo, ma non esclude che, rispetto alla medesima vicenda, coesistano tutele diverse: quella amministrativa, quando sia contestato l’atto a monte adottato da un organo incompetente, e quella tributaria, quando si discuta dell’atto conclusivo a valle con cui il contributo viene richiesto. Ne discende che, quando la domanda contesti il potere del Commissario straordinario di adottare un nuovo piano di classifica, la controversia resta devoluta al giudice amministrativo.

Incarico di coordinatore per il Comune: anche il privato risponde davanti alla Corte dei conti (Cass. Sez. Unite, n. 1782/2022)

La giurisdizione del giudice contabile sussiste ogniqualvolta tra l’autore dell’illecito causativo di danno patrimoniale e l’ente pubblico danneggiato sia ravvisabile un rapporto di servizio in senso lato, per tale intendendosi la relazione funzionale in virtù della quale un soggetto, pur estraneo alla pubblica amministrazione, venga investito, anche temporaneamente e di fatto, dello svolgimento di un’attività amministrativa. Ne discende che il dato essenziale che radica la giurisdizione contabile è l’evento dannoso subito dalla pubblica amministrazione, e non il quadro, pubblico o privato, in cui si colloca la condotta produttiva del danno.

Trattamento riabilitativo rafforzato per il minore disabile: a decidere è il giudice amministrativo (Cass. Sez. Unite, n. 1781/2022)

Il regolamento preventivo di giurisdizione è ammissibile anche se proposto dalla parte soccombente in sede cautelare nel giudizio instaurato con ricorso ex art. 700 cod. proc. civ., sussistendo un interesse concreto e immediato alla risoluzione definitiva della questione. Quando la domanda non si limita a contestare l’esecuzione del programma terapeutico già riconosciuto al minore disabile, ma ne chiede l’ampliamento con una prestazione aggiuntiva, viene in rilievo l’attività discrezionale, amministrativa e tecnica, della ASL. Ne discende la devoluzione della controversia al giudice amministrativo ai sensi dell’art. 133, comma 1, lettera c), del d.lgs. n. 104 del 2010.

Danno erariale nel club automobilistico: risponde alla Corte dei conti anche chi ha agito tramite una società (Cass. Sez. Unite, n. 1779/2022)

Il direttore generale di un ente pubblico associativo, che abbia anche amministrato la società da questo incaricata della riscossione delle proprie entrate, risponde del danno erariale dinanzi alla Corte dei conti sia quale organo dell’ente, a titolo di responsabilità amministrativa patrimoniale, sia quale agente contabile, in ragione dell’incarico di riscossione svolto per il tramite della società partecipata. Ne discende che è irrilevante, ai fini del riparto di giurisdizione, accertare se tale società fosse o meno in house, poiché il danno di cui si discute è quello subito dall’ente pubblico.

Ricorso in Cassazione contro il Consiglio di Stato: non basta denunciare errori nel giudizio di revocazione (Cass. Sez. Unite, n. 1603/2022)

Il ricorso per cassazione contro le decisioni del Consiglio di Stato per motivi di giurisdizione, ex art. 111, ottavo comma, Cost., è ammissibile solo quando il giudice amministrativo abbia esercitato un potere di cognizione non attribuitogli dalla legge o si sia pronunciato su materia sottratta in assoluto al suo sindacato, restando estraneo a tale controllo ogni vizio sulle modalità del giudizio di revocazione. Ne discende che l’eventuale incoerenza fra un giudicato penale e l’accertamento del giudice amministrativo, così come la violazione del ne bis in idem, non integra una questione esorbitante dai limiti interni della giurisdizione.