Archivi mensili:Maggio 2022

Vendita di un immobile pubblico dismesso dal Fondo Immobili Pubblici: la tutela del conduttore resta al giudice ordinario (Cass. Sez. Unite, n. 17616/2022)

La vendita di un immobile pubblico, effettuata dalla società che gestisce il fondo comune d’investimento (FIP) a favore di un terzo acquirente, è un atto di autonomia negoziale privata e non l’esercizio di un potere pubblico di dismissione, poiché l’art. 4 del d.l. n. 351 del 2001 disciplina solo il trasferimento dei beni al fondo, non la loro successiva rivendita. Ne discende che la domanda del conduttore diretta a far accertare il proprio diritto di opzione o di prelazione sull’immobile appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, dovendosi individuare la giurisdizione in base al petitum sostanziale e non alla veste formale della domanda.

Swap bancario annullato dal Comune in autotutela: la lite sui suoi effetti resta al giudice ordinario (Cass. Sez. Unite, n. 17245/2022)

Quando la pubblica amministrazione dichiara nullo in autotutela un contratto già stipulato, la controversia sull’idoneità del contratto a produrre effetti attiene in modo immediato e decisivo alla posizione di diritto soggettivo acquisita dalla controparte contrattuale, poiché la P.A. afferma unilateralmente di non considerarlo più vincolante. Ne discende che la giurisdizione spetta al giudice ordinario, il quale può comunque conoscere e interpretare incidentalmente l’atto amministrativo, ai sensi dell’art. 5 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, all. E, con il potere-dovere di disapplicarlo se non conforme a legge.

Clausola compromissoria per arbitrato estero non eccepita in giudizio: decide comunque il giudice italiano (Cass. Sez. Unite, n. 17244/2022)

Le parti che abbiano stipulato una clausola compromissoria per arbitrato estero possono successivamente optare, anche tacitamente, per la giurisdizione del giudice ordinario, attraverso condotte processuali convergenti verso l’esclusione della competenza arbitrale, quale l’introduzione del giudizio in via ordinaria non seguita dalla proposizione dell’eccezione di arbitrato dal convenuto. Ne discende che l’incompetenza del giudice ordinario per effetto della clausola arbitrale estera non è rilevabile d’ufficio, dovendo la relativa dichiarazione essere subordinata alla proposizione della specifica eccezione, in ragione del carattere volontario dell’arbitrato.

Prescrizione delle tasse automobilistiche eccepita contro l’estratto di ruolo: decide il giudice tributario (Cass. Sez. Unite, n. 16986/2022)

Quando il contribuente, opponendosi a un atto esecutivo, contesti ancora la definitività delle cartelle di pagamento sottostanti e, al contempo, deduca la prescrizione del debito anche nell’ipotesi di notifica validamente avvenuta, la giurisdizione sull’intera controversia spetta al giudice tributario, non potendosi qualificare la vicenda come meramente esecutiva in assenza di una situazione di definitività della cartella. Ne discende che l’eccezione di prescrizione, quale fatto estintivo dell’obbligazione tributaria, segue la giurisdizione del giudice competente sull’obbligazione stessa anche quando riguardi il periodo successivo alla notifica della cartella ritenuta valida.

Addizionale provinciale sull’accisa elettrica riscossa con decreto ingiuntivo: giurisdizione sempre tributaria (Cass. Sez. Unite, n. 16984/2022)

Le controversie relative all’addizionale provinciale sull’accisa sull’energia elettrica, avente natura tributaria in quanto prevista dalla legge, dovuta obbligatoriamente dal fornitore e destinata a sostenere la spesa pubblica dell’ente territoriale, appartengono alla giurisdizione delle commissioni tributarie ai sensi dell’art. 2 del d.lgs. n. 546 del 1992. Ne discende che tale giurisdizione non viene meno quando l’ente creditore scelga di recuperare il proprio credito mediante il procedimento monitorio dinanzi al giudice ordinario, poiché la scelta del mezzo attraverso cui esercitare la pretesa è neutra rispetto alla materia del contendere e non incide sul riparto di giurisdizione.

Controversie sui contratti collettivi integrativi del pubblico impiego: giurisdizione sempre ordinaria (Cass. Sez. Unite, n. 16767/2022)

La devoluzione alla giurisdizione ordinaria delle controversie inerenti alle vicende dell’autonomia contrattuale nel pubblico impiego privatizzato si ricollega alla natura delle situazioni giuridiche soggettive coinvolte, che si impone sia nella fase procedimentale e precontrattuale sia, a maggior ragione, una volta che il contratto collettivo sia stato concluso. Ne discende che il riferimento alle procedure contenuto nell’art. 63, terzo comma, del d.lgs. n. 165 del 2001 è un’espressione ellittica che richiama qualsivoglia controversia relativa a tali vicende, sicché la giurisdizione ordinaria si estende anche ai contratti collettivi integrativi, e non solo a quelli di livello nazionale.

Gara pubblica bandita da una centrale di committenza priva dei requisiti: giurisdizione sempre al TAR (Cass. Sez. Unite, n. 16766/2022)

La giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo sulle procedure di affidamento di contratti pubblici si estende anche alle controversie in cui si contesti il difetto dei requisiti soggettivi della stazione appaltante o della centrale di committenza che abbia bandito la gara, trattandosi di violazioni che investono lo stesso presupposto soggettivo della procedura di evidenza pubblica. Ne discende che l’azione proposta dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, nell’esercizio della legittimazione attribuitale dall’art. 211 del d.lgs. n. 50 del 2016, per contestare l’illegittimità di una gara bandita da un soggetto privo dei requisiti resta devoluta al giudice amministrativo.

Provvedimento cautelare ante causam: niente ricorso straordinario, né regolamento di giurisdizione anticipato (Cass. Sez. Unite, n. 16764/2022)

Contro i provvedimenti cautelari anticipatori emessi ante causam ai sensi dell’art. 700 cod. proc. civ. non è proponibile il ricorso straordinario per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost., trattandosi di provvedimenti privi di stabilità e inidonei al giudicato, ancorché nessuna delle parti abbia interesse a iniziare il giudizio di merito. Ne discende che tale ricorso non può essere qualificato neppure come istanza di regolamento preventivo di giurisdizione ai sensi dell’art. 41 cod. proc. civ., dovendo quest’ultimo ritenersi inammissibile finché l’istante non abbia dato inizio al giudizio di merito rispetto al quale sorge l’interesse a conoscere il giudice competente.

Concessione di area comunale scaduta e richiesta di restituzione: decide il giudice ordinario (Cass. Sez. Unite, n. 16763/2022)

La giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo sulle controversie relative a rapporti di concessione di beni pubblici presuppone la persistente efficacia del titolo concessorio e la necessità di una verifica dell’azione autoritativa della pubblica amministrazione sul rapporto sottostante. Ne discende che, quando sia dedotta l’avvenuta cessazione del rapporto concessorio e la pubblica amministrazione agisca per il rilascio del bene, la controversia si svolge tra le parti in un rapporto paritetico, senza necessità di sindacare l’esercizio di poteri autoritativi, sicché la cognizione sulla domanda di restituzione spetta alla giurisdizione del giudice ordinario.

Controllo della Corte dei conti sulla discrezionalità amministrativa: il sindacato nel merito non sfora la giurisdizione (Cass. Sez. Unite, n. 15979/2022)

La Corte dei conti non viola la riserva di amministrazione quando, nell’esercizio della giurisdizione contabile, controlli la giuridicità sostanziale dell’attività amministrativa, verificando l’osservanza dei canoni di legalità ed economicità nell’ambito della ragionevolezza assegnabile alla pubblica amministrazione tra le molteplici alternative per il soddisfacimento dell’interesse pubblico. Ne discende che l’eventuale erroneità di tale valutazione si risolve in un error in iudicando, sindacabile solo nei limiti interni della giurisdizione contabile e non deducibile, davanti alla Corte di cassazione, come violazione dei limiti esterni della giurisdizione.